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Il miele
Pubblicato il: 2012-02-22 17:06:17
Autore: redazione
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Il miele, deriva dal termine melit o meilat (probabilmente da Malta - terra del miele), è un alimento semi-liquido prodotto dalle api. Le materie di base il nettare (prodotto dalle piante da fiori) e la melata (derivato della linfa degli alberi) vengono trasportate dalle api nell'alveare dove vengono trattate con le loro secrezioni, condensate e conservate nelle celle del favo, il noto raggruppamento di celle esagonali costruito appunto dalle api.

 

Il miele contiene tre differenti tipi di zucchero: fruttosio, saccarosio e glucosio in concentrazioni differenti oltre ad acqua, minerali, vitamine, proteine ed altre sostanze.

 

Il miele è un alimento totalmente naturale e privo di sostanze dannose e il suo ingerimento apporta calorie disponibili ed immediate senza alcun processo di digestione. Per queste sue caratteristiche è  consigliato per tutti, dalle persone in ottima forza fisica ma anche per ammalati.

 

Per chi pratica abitualmente attività fisica, è opportuno consumare miele prima e dopo lo sforzo fisico per aiutare l'organismo a recuperare più in fretta, solitamente sciogliendo del miele in un bel bicchiere di latte o tè. Il nostro cervello, si sa, lavora meglio quando è "nutrito" con il costante apporto di zuccheri nel sangue e pertanto è indicato anche per chi svolge lavori che richiedono uno sforzo mentale.

 

Durante l'arco della giornata, nei momenti lontani dai pasti, il livello di glucosio nel sangue (glicemia) si abbassa, facendoci perdere la concentrazione, l'efficienza e in questo caso sarebbe opportuno ingerire un cucchiaino di miele per ripristinare le funzionalità psico-mentali.

 

LAVORAZIONE  E VENDITA

 

La lavorazione del miele è un procedimento assai interessante quanto complesso, poiché l'intero processo dipende dall'apicoltore, il quale compie una serie di attività per rendere il miele commerciabile.

 

Le api accumulano il miele nei favi. Quando l'apicoltore riterrà opportuno (spesso si attende che i favi siano colmi di miele), procederà al prelievo dei favi e all'estrazione del miele (smielatura).

 

Le api coprono i favi con uno strato di cera (apercolo) che ogni singolo apicoltore deve espellere manualmente o attraverso particolari processi meccanizzati.

 

Grazie a un apposito macchinario (smielatore) che sfrutta la forza centrifuga si verifica la fuoriuscita del miele che in seguito viene fatto passare attraverso adeguati filtri, al fine di eliminare residui di cera. Prima della fase di cristallizzazione, il miele può essere messo in vasetto o raccolto in fusti pronto per essere venduto.

 

Nel momento in cui il miele viene messo in commercio, ogni barattolo deve possedere un'etichetta con tutte le informazioni stabilite dal Decreto legislativo 179/04 in attuazione della Direttiva 2001/110/CE relativa alla produzione e alla commercializzazione del miele. Costituita da 10 articoli, disciplina tutte le fasi di produzione del miele (dalle varietà alla sue composizioni) e dalla vendita (dalla sua estrazione alla sua produzione finale).

 

É obbligatorio che ogni etichetta riporti le seguenti informazioni:

- Denominazione di vendita e quantità netta o nominale;

- Nome o ragione sociale o marchio depositato e sede del produttore o confezionatore o venditore ;

- Indicazione del termine preferenziale di consumo;

- Il Paese d'origine;

- La sede dello stabilimento di produzione o di o di confezionamento.

 

STORIA

 

Le prime arnie (tipiche cassette di legno dove "risiedono" le api) furono costruite intorno al VI millennio a.C. e per tantissimi secoli il miele è stato l'unico alimento zuccherino disponibile (fino alla scoperta dello zucchero).

 

Le più grandi civiltà della storia utilizzavano il miele per diversi scopi. Molte testimonianze fanno risalire l'uso del miele da parte dell'uomo circa 10 mila anni fa circa, grazie ad alcune pitture rupestri scoperte a Valencia in Spagna.

 

Nell'antico Egitto, il miele veniva inserito in grandi calici e poggiate accanto alle mummie, una sorta di omaggio alla divinità che avrebbe consumato il miele durante i suo viaggio nell'aldilà. Non solo, gli Egizi erano soliti impiegare il miele in cucina, come lo dimostrano i geroglifici trovatin in quell'area.

 

I Sumeri lo utilizzavano per creme ed unguenti, e i Babilonesi per cucinare. I Greci lo consideravano il cibo degli dei, pertanto rappresentava un alimento fondamentale come voto alle proprie divinità

 

I Romani ne avevano compreso la vitale utilità e ne importarono enorme quantità da Malta, Cipro, Creta e Spagna, utilizzandolo prevalentemente per produrre conserve, birra ma per creare particolari salse. Durante il Medioevo, il miele fu interamente sostituito da un'altra sostanza dolcificante, lo zucchero. La convinzione dell'origine celeste del miele si concluse nel XVII secolo con la formulazione della trasformazione del nettare in miele e nell'Ottocento, si è risaliti alla reale produzione del miele (dalle api).

 

PROPRIETÀ


Oltre ad essere una sostanza dolce e prelibata, il miele possiede qualità curative. Già in passato, la medicina ayurvedica considerava il miele un alimento purificante ed afrodisiaco; oggi, invece, è una sostanza che permette di ristabilire l'equilibrio del cuoio capelluto, del sistema nervoso (aumentando la concentrazione), del sistema cardio-circolatorio e dell'apparato digerente (riportando equilibrio intestinale), ma anche per il sistema respiratorio (preferibile per combattere tosse e catarro).

 

TIPOLOGIE


Innanzitutto non possiamo parlare di miele ma di mieli, perché nonostante la base sia la stessa sono poi le materie prime che portano a diversificare il prodotto finito. Le differenze tra miele e  miele sono date dalla diversa origine botanica di ciascuno di essi.

Da qui nasce la classificazione in mieli uniflorali e millefiori.

 

Si parla di miele uniflorale quando deriva da una sola pianta che lo caratterizza in tutte le sue particolarità, dai componenti alle proprietà organolettiche e microscopiche e successivamente anche in gusto e profumo percettibili anche dai non esperti del settore.

La produzione di miele uniflorale è fattibile solo per quelle specie che sono presenti in maniera significativa sul territorio. Per garantire l'origine unica di questi mieli vengono adottate particolari tecniche apistiche per garantirne e incrementarne la purezza.

 

Molto frequentemente sono attribuite ai mieli uniflorali delle proprietà terapeutiche che spesso coincidono con le stesse contenute nei fiori dai quali derivano anche se ciò non è ancora stato oggettivamente dimostrato e quindi impossibile da affermare con certezza.

 

Nella produzione di mieli uniflorali troviamo una vasta gamma di varietà atte a soddisfare tutti i gusti. Per chi preferisce un miele delicato, fruttato e floreale sono consigliati i miele d'acacia, agrumi, girasole, lavanda, rododendro e leguminose. Chi invece risulta essere un intenditore e ama sapori particolari, forti e amari si propone il miele di castagno, eucalipto, corbezzolo, timo, erica, tiglio e tarassaco. Altri tipi di miele meno frequenti ma pur sempre interessanti da scoprire: miele di rovo, ciliegio, lampone, edera e cipolla.

 

La tipologia di miele millefiori indica una tipologia di miele che nasce dalla combinazione di più piante, ma non per questo inferiore qualitativamente rispetto ai mieli uniflorali. Ciascun  millefiori possiede delle caratteristiche particolari che tuttavia possono modificarsi di anno in anno, mostrando variazioni più o meno significative.

Quando si parla di mieli millefiori si fa riferimento in modo particolare alla zona montana o alle zone della macchia mediterranea dove le combinazioni sono innumerevoli. Se alcuni mieli millefiori sono destinati a cambiare  nel tempo, altri mantengono le proprie costanti e le loro caratteristiche esclusive. Per questi ultimi è possibile che diventino prodotti regionali riconoscibili tramite denominazione d'origine.

 

Esiste una normativa che tutela queste varietà sia a livello europeo (IGP, DOP), ma tendenzialmente oggigiorno l'attribuzione della denominazione viene gestita dalle associazioni di produttori locali, i quali stabiliscono anche la disciplina per l'utilizzo del marchio collettivo. 

 

CURIOSITÀ

 

Il miele si compone  principalmente da zuccheri: fruttosio e glucosio. La cristallizzazione  del miele e la conseguente prevalenza di uno o dell'altro zucchero monosaccaride dipende dal calo di temperatura. Un miele tende a rimanere liquido nel tempo se ricco di fruttosio, mentre tenderà a cristallizzarsi se prevale il glucosio. Per rendere liquido un miele cristallizzato è opportuno porre nel vasetto dell'acqua tiepida.

 

Il miele che viene prodotto nell'alveare non viene utilizzato solo ed esclusivamente dall'uomo. Si pensi che le api producono dai 220 ai 250 chili di zucchero di cui solo il 10 % viene sottratto dall'uomo. E si pensi che per produrre un solo chilo di miele le api compiono dai 300 mila ai 500 mila voli.

 

A differenza di molti alti prodotti, grazie alle sue caratteristiche il miele è un prodotto che si conserva a lungo. Ciò che può ridurne le elevate capacità di conservazione sono la luce diretta e le alte temperature. In caso il miele subisca queste condizioni non significa che diventerà nocivo, solo perderà le sue caratteristiche e sarà qualitativamente inferiore.

Il miele può essere conservato in vasi di vetro, legno , plastica o alluminio purché siano poi chiusi ermeticamente e conservate in un luogo buio, asciutto e dove non ci sono forti odori che possano andare a modificare il gusto del miele. In generale si consiglia di consumare il prodotto entro due anni dalla data di confezionamento.

 

Il miele è considerato un prodotto calorico (per 100g sono 320kcal). Ciò che più deve interessare, soprattutto per chi segue una dieta è la quantità consumata perché il miele, essendo particolarmente dolce, ha un apporto calorico di poco inferiore a quello dello zucchero.  

 

 

Redazione

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